Lo screening nazionale per la diagnosi precoce del diabete di tipo 1 (DT1), istituito con la Legge 130/2023 e coordinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, ha dimostrato la sua efficacia nell'identificare casi asintomatici attraverso il test anticorpale.
I dati emersi dal progetto pilota D1CeScreen, condotto in Campania, Lombardia, Marche e Sardegna, confermano che è possibile individuare precocemente i bambini a rischio e attivare tempestivamente percorsi di followup e trattamento, prevenendo complicanze sia a breve che a lungo termine.
Lo screening ha coinvolto bambini di 2, 6 e 10 anni, ma non copre l’intero arco dell’età pediatrica, lasciando escluse numerose fasce in cui possono comunque manifestarsi i primi segnali della malattia.
Questa lacuna evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione clinica da parte dei pediatri di famiglia nei confronti di:
• Bambini con segni e sintomi iniziali (red flags) della malattia;
• Bambini con fattori di rischio: familiarità per DT1 e altre patologie autoimmuni, presenza di patologie autoimmuni, episodi di disglicemia o iperglicemia occasionale non ancora inquadrati.
Il coinvolgimento attivo della rete dei pediatri di famiglia e la loro formazione specifica risultano quindi fondamentali per estendere l’efficacia dello screening oltre i limiti anagrafici previsti, permettendo di intercettare precocemente i casi che si sviluppano al di fuori delle fasce attualmente incluse nel programma ministeriale.